MCR - Cenni storici
Le antiche radici culturali del Metodo di Cambiamento Rapido o MCR
Il Metodo di Cambiamento Rapido, o MCR, è utilizzato da counselor e psicologi nel lavoro con il cliente. Pur essendo un metodo di ultimissima generazione ha un cuore antico. Esso si svolge, infatti, attraverso il “gioco delle parti”, nel corso del quale il Counselor in MCR chiede al cliente di agire come un attore a teatro.
I Greci consideravano il teatro non come un semplice spettacolo, quanto piuttosto il luogo in cui celebrare le antiche tradizioni che sopravvivano nella forma di miti. L'evento teatrale rappresentava, dunque, un vero e proprio rituale, in cui il mythos (μύθος, ossia parola, racconto) si fondeva con l'azione diretta (δρᾶμα, dramma, da δρὰω, agire).
Nell’antica Grecia il teatro svolge un’importante funzione educativa, oltre che sociale e religiosa. Lo spettatore si reca a teatro per apprendere precetti religiosi, riflettere sul mistero dell'esistenza, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, tant'è che da Pericle in poi la tesoreria dello stato rimborserà il prezzo del biglietto.
Cosa di non poco conto per quell’epoca, agli spettacoli sono ammessi anche donne, bambini e schiavi. Essi si svolgono in un tempo e in uno spazio reputati sacri: al centro del teatro sorge, infatti, l'altare dedicato a un dio.
Aristotele parla di “catarsi”, ossia di purificazione, a proposito della tragedia, che considera la più alta forma di rappresentazione teatrale. Essa pone gli uomini di fronte alle passioni che si agitano nell’oceano del suo inconscio irrazionale, quali il matricidio, l’incesto, il cannibalismo, il suicidio, l’infanticidio.
Si tratta dei fantasmi che il teatro permette di esprimere in modo innocuo, in una sorta di esorcismo collettivo. Si racconta che Freud, dopo aver assistito all’Edipo re, si alzò in piedi esclamando con grande enfasi: “Ma questa è psicoanalisi!”.
Il Metodo di Cambiamento Rapido e il gioco delle parti che lo caratterizza attingono al teatro greco, mostrando profonde analogie assieme a importanti evoluzioni rispetto a esso.
Come nel teatro greco, attraverso il gioco delle parti si utilizza un momento e uno spazio “sacri”, ora rappresentati dal proiettare in quel momento e “là fuori” il mondo interno del cliente, in particolare quegli aspetti che costituiscono la radice del problema, affinché li si possa affrontare e risolvere.
Come nel teatro greco, attraverso il gioco delle parti viene rappresentato un dramma antico, con la differenza che questa volta il cliente può passare dal ruolo di semplice spettatore, che come tale non può cambiare nulla della rappresentazione, a quello di attore che può finalmente iniziare a cambiarne il copione.
Come nel teatro greco, attraverso il gioco delle parti vengono evocati dei personaggi, con la differenza che questa volta si tratta dei “personaggi del teatro interiore” del cliente. Essi sono uguali per tutti per il fatto che veniamo tutti dalla stessa esperienza: si tratta del nostro bambino interiore, del suo genitore e di una parte chiamata “parte forte”, nata allo scopo di affrontare il conflitto che tende a stabilirsi tra i primi due.
Come nel teatro greco infine, il gioco delle parti non si prefigge come obiettivo la rappresentazione fine a se stessa, in altre parole la rievocazione dell’antico conflitto e la relativa catarsi, bensì il cambiamento del copione che i personaggi del teatro interiore hanno fino a quel momento drammatizzato. Se da quel copione derivava il problema dal cambiamento, in tempo reale, di quel copione deriverà la soluzione.


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